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Gli adulti stranieri, donne e uomini, che hanno frequentato corsi di lingua italiana nei Centri Territoriali Permanenti nel 2001-2002 sono stati 76.819.

E' un numero in crescita, e che non include tutti coloro che hanno appreso e stanno apprendendo l'italiano, al di fuori del sistema pubblico dell'Educazione degli Adulti, nei corsi organizzati dagli enti di formazione professionale, dai singoli comuni e quartieri, dalle organizzazioni di volontariato sociale laiche e religiose, da organizzazioni politiche e di iniziativa civica, recentemente anche dalle singole imprese con un'alta percentuale di lavoratori stranieri.

Gli adulti che studiano l'italiano sono donne e uomini diversissimi tra loro per l'età, la lingua o le lingue parlate, le culture in cui si riconoscono, i livelli di scolarizzazione, la collocazione lavorativa e sociale nel paese di origine e in Italia. Alcuni di loro, circa un terzo secondo i citati dati ministeriali, hanno terminato la scuola superiore o l'università e hanno buone capacità di studio, ma un altro terzo ha solo la licenza elementare o non ha studiato affatto. Alcuni vivono e lavorano a stretto contatto con italiani, altri frequentano quasi esclusivamente dei connazionali e hanno limitatissime occasioni di usare l'taliano; alcuni hanno figli inseriti nelle scuole italiane, altri intendono essi stessi intraprendere percorsi di educazione o di formazione professionale. E le diversità non si fermano qui.

Diversi sono anche i motivi per cui studiano l'italiano, l'atteggiamento che hanno verso l'italiano e gli italiani che lo parlano, gli obiettivi che si pongono nel momento in cui si avvicinano allo studio formale e sistematico della lingua. Sono motivazioni e bisogni linguistici che a loro volta cambiano nel tempo, con le esperienze e le esigenze legate alle varie biografie.

Una didattica dell'italiano standardizzata e unica è sempre inadeguata. Ma lo è a maggior ragione di fronte ad una così ampia eterogeneità di competenze, conoscenze, atteggiamenti, motivazioni. L'insegnante di italiano come lingua seconda nell'educazione degli adulti ha il costante bisogno di rivedere i propri strumenti didattici per adeguarli ai percorsi formativi che va concordando con i propri discendenti.

I materiali pubblicati e da pubblicare in questo spazio vogliono rispondere a questa richiesta di una didattica flessibile e modulare.

Sono materiali indirizzati a specifici gruppi di discenti: adulti e adulte nella formazione professionale, in cerca di lavoro, analfabeti o altri ancora. Sono orientati verso specifici obiettivi didattici: affrontare temi legati all'esperienza di immigrazione, come la ricerca della casa o il colloquio di lavoro; sensibilizzare alla comprensione e/o all'uso di linguaggi specialistici, ad esempio il linguaggio burocratico amministrativo o quello tecnico dell'informatica, sostenere lo sviluppo mirato delle abilità linguistiche, favorire la consapevolezza metalinguistica osservando ed esercitando alcuni aspetti lessicali, morfosintattici o pragmatici.

Vanno intesi come sussidi didattici che l'insegnante può integrare nelle lezioni in aula o può suggerire agli allievi e alle allieve, singoli o in piccoli gruppi, che richiedono percorsi individualizzati perché hanno interessi personali e specifici, oppure non possono seguire con una costanza il calendario delle lezioni o semplicemente desiderano approfondire e rivedere da soli il lavoro fatto in aula.

I materiali sono organizzati in forma di brevi moduli didattici interattivi. Abbiamo cercato di tenere conto dei vantaggi offerti dall'ipertestualità, che spezza l'andamento lineare, sequenziale del modulo didattico classico e consente all'utente di creare percorsi propri. Quello ipertestuale è un approccio che ben risponde a una didattica individualizzata e orientata verso i bisogni comunicativi di chi impara la lingua, sostenuta sia dall'educazione degli adulti sia dalla glottodidattica.

Le ricerche teoriche e applicative nei campi dell'educazione degli adulti e della didattica delle lingue fanno da sfondo ai materiali che qui proponiamo. Essi sono indirizzati a sviluppare le capacità di comunicazione di uomini e donne che attraverso la lingua agiscono socialmente e perseguono propri obiettivi di integrazione, di crescita personale, professionali, affettivi.

Perciò i percorsi di apprendimento prendono l'avvio da problemi comunicativi, ad esempio chiedere consiglio ad un tecnico informatico, e hanno al proprio centro testi autentici, direttamente raccolti nelle situazioni d'uso della lingua alle quali preparano: telefonate, canzoni, moduli amministrativi, colloqui di lavoro registrati in agenzie di lavoro interinale, inserzioni sui quotidiani, per citarne alcuni.

Le attività proposte a partire dal testo mirano a rafforzare la padronanza del lessico e della grammatica (competenza linguistica), ma anche la capacità di utilizzare lessico e grammatica in modo adeguato alla situazione ed efficace in relazione ai propri intenti comunicativi (competenza pragmatica) e la capacità di esprimersi con diversi gradi di formalità e di comprendere testi espressi in linguaggi diversi dall'italiano dell'uso quotidiano (competenza sociolinguistica). Dove è necessario per la comprensione dei testi, sono stati spiegati i riferimenti a persone, eventi, fatti, istituzioni, usi e sistemi di valori citati nel testo o impliciti in esso; ciò per favorire il confronto interculturale.

L'osservazione dei fatti linguistici in esempi d'uso effettivo può dare spunto per un confronto tra lingua madre e lingua seconda e contribuire alla consapevolezza metalinguistica delle strutture e degli usi dell'italiano.

Quelli proposti qui sono strumenti integrativi al lavoro d'aula. Perciò sono tutti stati sperimentati in diverse situazioni di insegnamento. Didattica e sperimentazione sono un binomio inscindibile: sono benvenuti i suggerimenti e le sollecitazioni di chi utilizzerà queste unità didattiche.


I dati pubblicati dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

 

 
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